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Busto di Amadeo Peter Giannini, fondatore di Bank of America. Commissionata da Piero Jacomoni, presidente di Fondazione Monnalisa Onlus, Ponte alla nave, Arezzo, 2019

Busto di Amadeo Peter Giannini, particolare ripreso durante la lavorazione del modello in creta.

   

AREZZO – Dallo scorso 22 marzo il Sentiero della Bonifica, lungo il Canale Maestro della Chiana, si è arricchito di una nuova opera d’arte.

In località Ponte alla Nave, dove già erano collocate le statue di due personaggi entrati nell’immaginario collettivo degli aretini come la Sputaci e l’Omino d’Oro, è stato infatti inaugurato il busto del fondatore di Bank of America Amadeo Peter Giannini. L’opera è stata commissionata anche questa volta da Piero Jacomoni, presidente di Fondazione Monnalisa Onlus, e realizzata dallo scultore Lucio Minigrilli.

Amadeo Peter Giannini era figlio di due liguri emigranti in California. Egli nacque a San Josè nel 1870 e fondò Bank of Italy nel 1904, che in seguito divenne Bank of America. Il suo approccio verso la gente comune fece del suo istituto di credito un modello ante litteram di banca etica vicina alle esigenze del popolo, distinguendosi per l’umanità, il rapporto con i clienti e il sostegno alla cultura. Tra le tante cose finanziò capolavori del cinema come “Il monello” di Charlie Chaplin e “Biancaneve e i sette nani” di Walt Disney.

Jacomoni ha fortemente voluto questo busto perché ritiene che la «finanza sia uno strumento per cambiare e sostenere la vita delle persone», proprio come pensava Giannini. Affidandosi di nuovo allo scultore castiglionese, il patron di Monnalisa ha scelto uno degli artisti più apprezzati del nuovo panorama regionale.

«Ho pensato di fare il busto di Giannini in una scala leggermente superiore al naturale perché sia ben visibile essendo all’aperto – spiega Minigrilli. – La testa rivolta da un lato e lo sguardo diretto vogliono suggerire un momento esatto della sua vita, un attimo del quotidiano, mentre sta per dire qualcosa o prendere un’importante decisione».

L’opera è stata modellata in creta e il lavoro ha richiesto mesi di studio e di ricerca per recepire non solo la fisionomia ma soprattutto l’anima del personaggio rappresentato. Minigrilli negli ultimi anni sta infatti sviluppando un linguaggio nell’ambito della ritrattistica che fonda la sua indagine sull’espressività dell’animo dei soggetti che rappresenta. Per lui ciò che più rende riconoscibile un soggetto ritratto è quella parte di espressività della persona interiore che viene data dall’atteggiamento, dal carattere e dalla profondità dello sguardo.

«Ritrarre le persone, per un amante dell’arte figurativa come me, è la commissione più importante – conclude Minigrilli, – perché non solo ci si misura con un pubblico che dovrà riconoscere il soggetto rappresentato, ma è fondamentale che l’opera stessa comunichi un messaggio che spesso si coglie in un semplice atteggiamento o sguardo del ritratto eseguito».

All’inaugurazione erano presenti Piero Jacomoni e Barbara Bertocci della Fondazione Monnalisa Onlus, il presidente della Provincia di Arezzo Silvia Chiassai, il sindaco di Monte San Savino Margherita Scarpellini, il sindaco di Favale di Malvaro Ubaldo Crino, l’autore del libro “Il Banchiere Gentiluomo” Giorgio A. Chiarva, il presidente del Fondo Malattie Renali del Bambino Onlus dell’ospedale Gaslini di Genova Luisa Anselmi e il funzionario della Soprintendenza della Liguria Silvana Vernazza.

Articolo di “ StampToscana” del 6 maggio 2019 di Marco Botti.